Il Premio Paganini si rinnova nel 2025 segnando una svolta nella storia del celebre concorso internazionale di violino. Per la prima volta, i giovani solisti saranno chiamati a misurarsi anche nella musica da camera: un’aggiunta che arricchisce il percorso di selezione e valorizza le competenze fondamentali di ascolto, collaborazione e sensibilità musicale.
La nuova prova, realizzata in collaborazione con Le Dimore del Quartetto, si terrà durante le semifinali del concorso ad ottobre 2025, vedrà i candidati impegnati in ruoli chiave nelle più affascinanti formazioni cameristiche. Si esibiranno nel ruolo di primo e secondo violino in formazione di quartetto e si uniranno come primo violino ad un trio con pianoforte e ad una viola per il repertorio di quintetto con pianoforte.
“La scelta di dare particolare importanza alla musica da camera, ovvero alla capacità di ascoltare e reagire di conseguenza, è innanzitutto strategica e tiene conto non tanto delle mie personali preferenze, quanto dell’odierno funzionamento dell’industria musicale internazionale. Infatti ai giovani solisti che mirano a una carriera importante non viene più solamente richiesto di essere strumentisti sopraffini, ma anche poliedrici e capaci cameristi, come è possibile desumere dalle programmazioni dei più importanti festival. Collaborare con Le Dimore del Quartetto significa quindi portare al Paganini uno dei valori più belli e sani della musica: sapersi ascoltare.” Commenta il Direttore Artistico Nicola Bruzzo.
La partnership rappresenta un tassello distintivo della nuova direzione artistica, che punta a rendere il Premio sempre più contemporaneo e internazionale. Per il vincitore o la vincitrice, si aprirà così una dimensione artistica più completa, che affianca al recital solistico e al repertorio orchestrale anche quello cameristico.

“Sono grata al nuovo direttore artistico Nicola Bruzzo che ha voluto introdurre questa prova che non solo arricchisce il percorso artistico dei candidati, ma ne valorizza anche la dimensione umana. La carriera di un solista può risultare molto solitaria, soprattutto se si alimenta un approccio egocentrico di questo percorso. Ampliare il repertorio non solo significa moltiplicare le opportunità di carriera, ma permette anche di allenare l’artista al dialogo intimo con altri musicisti per sviluppare un pensiero critico equilibrato e in continua evoluzione.” afferma Francesca Moncada, fondatrice de Le Dimore del Quartetto.
Con questa innovazione, il Premio Paganini conferma il suo ruolo come trampolino di lancio per i giovani talenti violinistici, mantenendo vive le sue radici e, al contempo, rinnovandosi per rispondere alle esigenze di un panorama musicale in continua trasformazione.
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