L’edificio che vediamo oggi nel cuore del centro storico della città di Vicenza, poggia su strutture molto più antiche, con ogni probabilità di epoca romana.
Il nucleo originario, con l’elegante facciata in stile gotico veneziano, risale al XIV secolo e corrisponde al settore che si affaccia tra corso Palladio e contrà San Gaetano.
La costruzione fu voluta dall’antica e nobile famiglia dei da Caldogno, consiglieri militari dell’imperatore Federico I e conti palatini. Il Palazzo divenne poi la residenza di una facoltosa famiglia di setaioli, i Franceschini. E fu Dorotea Franceschini che, nel 1677, lo portò con sé in dote, sposando Nicola di Giulio da Schio.
I da Schio, che da allora ne sono custodi e residenti, ampliarono l’edificio e nel 1772 fecero costruire lo scalone monumentale. Nel secondo dopo guerra Berardo da Schio (1904-1989) profuse ogni suo sforzo per restaurare i gravi danni provocati dai bombardamenti.
Al piano terra è custodita la collezione archeologica di Giovanni da Schio (1798-1868): anfore vinarie e olearie, frammenti di templi, pietre miliari, lapidi civili e tombali che raccontano la storia millenaria della città Berica.
Nel cortile interno troneggia, ergendosi tenace e vigoroso per più di 15 metri dal suolo, un glicine centenario.
Il Palazzo, in cui tuttora la famiglia da Schio abita, è oggi sede di attività professionali ed artigianali, oltre che della cantina storica di affinamento dei vini di produzione domestica. La Ca’ d’Oro di tanto in tanto, si trasforma poi in suggestivo palcoscenico per spettacoli, eventi culturali e concerti musicali.


