29 GENNAIO 2025 | CASA DI RIPOSO PER MUSICISTI FONDAZIONE GIUSEPPE VERDI – ETS, MILANO

Mercoledì 29 gennaio, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 – Casa di Riposo per musicisti Fondazione Giuseppe Verdi – ETS, Milano

DOVE RIPOSANO LE STORIE

La Casa di Riposo per Musicisti – Fondazione Giuseppe Verdi ETS, ospita cinque giornate del progetto Do Re Milano dedicate al dialogo tra generazioni, dove immagini, suoni e parole si intrecciano per celebrare la musica e le storie di chi l’ha vissuta.

Gli studenti della classi protagoniste avranno l’occasione di incontrare gli ospiti residenti, musicisti in pensione che, intervistati dall registra Francesca Priori, condivideranno i loro racconti personali e il loro legame profondo con la musica.
Ogni incontro sarà arricchito da rappresentazioni grafiche realizzate in tempo reale da due visualizzatrici di Forme Connesse, e dalla performance di un giovane musicista solista, che darà vita sonora ai racconti.

A seguire, i giovani studenti avranno l’occasione di partecipare ad un laboratorio volto a stimolare la loro creatività dei bambini e l’espressione delle emozioni attraverso l’ascolto di alcuni brani del repertorio cameristico, suonati per l’occasione dal Trio Sheliak

TRIO SHELIAK
Sergio Costa, pianoforte
Emanuele Brilli, violino
Matilde Michelozzi, violoncello 

J.Haydn | Trio Hob XV:14
I. Allegro moderato
J.Brahms | Trio n.1 op.8
II. Scherzo. Allegro molto
M.Ravel | Trio in la minore
III. Passacaille. Très large

GLI OSPITI DI CASA VERDI

Mary Lindsey, soprano americano e ospite presso Casa Verdi da quasi un anno, è una figura straordinaria nel panorama musicale internazionale. Cresciuta in una famiglia unita e numerosa, il suo talento musicale emerse precocemente. Trasferitasi dal Sud degli Stati Uniti a Detroit, la sua passione per la musica fu accesa ascoltando l’aria dello Stabat Mater di Rossini durante il liceo. Studiò con borse di studio alla Michigan State University, dove conseguì prima il Bachelor e poi il Master of Music, distinguendosi anche per lo studio delle lingue tedesca e francese.
La sua carriera prese slancio con una borsa di studio Fulbright che la portò a Monaco di Baviera, dove si immerse nella musica europea, arricchendo il suo repertorio operistico e cameristico. Il soggiorno europeo fu segnato dall’incontro con il maestro Bruno Maderna, che la introdusse al repertorio moderno e contemporaneo, portandola a collaborare con figure di spicco come Luigi Nono.
Nel corso della sua carriera, Mary Lindsey ha interpretato un vasto repertorio, spaziando dalla musica antica alla contemporanea, spesso in prima esecuzione. Tra le sue esibizioni più significative si ricordano i concerti con Zubin Mehta, l’inaugurazione del Ford Auditorium di Detroit, e il ruolo di “Tove” nei Gurrelieder di Schönberg. Ha debuttato alla Carnegie Hall e partecipato a prestigiosi festival internazionali come l’Holland Festival e il Festival Cervantes.
Mary Lindsey ha inoltre collaborato con grandi registi e attori in produzioni teatrali, alternando musica e recitazione. La sua passione per l’insegnamento si è riflessa in anni dedicati alla formazione di giovani cantanti, lasciando un segno indelebile nei suoi allievi.
Oggi, la sua eredità musicale risplende come esempio di dedizione, talento e amore per la musica, unendo tradizione e innovazione in una carriera straordinaria.

Hisae e Hiroshi Terakura, coppia giapponese originaria di Osaka, vivono a Milano da oltre 40 anni, portando avanti una straordinaria carriera musicale e mantenendo la cittadinanza giapponese per motivi familiari e culturali. Hiroshi, violinista e violista, ha iniziato a studiare musica da bambino e, dopo una laurea in ingegneria elettronica, ha scelto di dedicarsi completamente alla musica. Ha suonato nella Japan Telemann Chamber Orchestra come solista e prima viola, specializzandosi in musica barocca e collaborando con artisti di fama internazionale. Trasferitosi a Milano nel 1981, è stato selezionato per entrare nell’Orchestra del Teatro alla Scala, diventandone il primo musicista giapponese e rimanendovi per 27 anni.
Hisae, pianista e cantante lirica, ha iniziato lo studio del pianoforte a tre anni e del canto a quindici, completando una brillante formazione musicale all’Università di Osaka e debuttando in importanti ruoli operistici. Nel 1978 è arrivata a Milano per perfezionarsi al Conservatorio “Giuseppe Verdi”, dove ha studiato con maestri di grande fama, superando le difficoltà linguistiche e culturali.
Sposati nel 1981, Hisae e Hiroshi hanno scelto Milano come loro seconda casa, trovando nel capoluogo lombardo un punto di incontro tra le culture giapponese e italiana. Con il loro talento e la loro dedizione alla musica, hanno arricchito il panorama artistico internazionale e costruito una vita che celebra l’incontro tra tradizione e innovazione.

Angelo Zanotti è nato il 14 aprile 1938 a Villa Carcina, in provincia di Brescia. In gioventù, appassionato di calcio, arrivò a giocare nella Nazionale Italiana under 16, ma una grave frattura al menisco lo costrinse a interrompere la carriera sportiva.
Trasferitosi in Svizzera per lavoro, scoprì casualmente il suo talento musicale durante una festa per emigrati italiani a Ginevra. Si formò al Conservatorio di Ginevra, diplomandosi nel 1966 grazie al sostegno di borse di studio. Tornato in Italia, iniziò la carriera di tenore, vincendo il Concorso As.Li.Co. e debuttando nel 1967 al Teatro Nuovo di Milano. Cantò con artisti di fama come Mario Del Monaco e Renata Tebaldi, ma problemi di salute lo portarono a unirsi al Coro della Rai, dove lavorò per 23 anni.
Diresse anche il “Coro Regina Coeli” per 11 anni, ricevendo il titolo di Cavaliere di San Silvestro da Papa Benedetto XVI per il suo impegno musicale. Oggi, residente a Casa Verdi, vive circondato dalla musica e continua a coltivare la passione per lo sport e il canto.

Biancamaria Casoni è nata a Milano il 1° marzo 1932. La sua passione per la musica è emersa fin da giovane, e dopo aver vinto un concorso indetto dal Teatro alla Scala nel 1955, è diventata una figura di riferimento nel panorama operistico internazionale. Ha studiato intensamente alla Scala, dove ha trascorso otto anni da cantante interna, debuttando ruoli sempre più importanti. Ha interpretato un vasto repertorio, dal Barbiere di Siviglia alla Cenerentola di Rossini, esibendosi in oltre 5000 recite in tutto il mondo.
Durante la sua carriera, ha avuto l’opportunità di cantare con grandi maestri e artisti, come Giulini, Abbado, Teresa Berganza, e Maria Callas. È anche stata un’insegnante di canto di grande successo, dedicandosi alla formazione di nuove generazioni di cantanti per quasi 30 anni alla Scuola Musicale di Milano. Ha lavorato nei teatri più prestigiosi, come la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Regio di Parma, e molti altri, e ha cantato anche all’estero, inclusi teatri in Spagna, Francia, Germania e Stati Uniti.
Casoni è molto legata all’insegnamento, credendo fermamente nell’importanza di una solida tecnica vocale per riuscire a trasmettere la poesia della musica.

Barbara Geroldi è nata a Milano e ha intrapreso la sua carriera di ballerina in modo un po’ atipico, non essendo inizialmente interessata alla danza. A nove anni partecipò al concorso di danza indetto dalla Scala, dove, dopo varie selezioni, venne ammessa nel corso di danza. Si diplomò nel 1969, e durante il suo percorso formativo ebbe la possibilità di studiare in una scuola interna alla Scala.
Il suo debutto avvenne nel 1961 con piccole parti, e nel 1974 raggiunse il numero di balletti necessari per diventare prima ballerina. Durante la sua carriera, ha lavorato con importanti ballerini e coreografi come Rudolf Nureyev, Mario Pistoni, e Antonio Gades. Ha danzato anche in ruoli da solista in numerosi balletti classici, tra cui “Il lago dei cigni”, “Giselle”, “Coppélia” e “Don Chisciotte”. Una delle sue esperienze più significative fu la danza ne “L’amore stregone” su musica di Manuel de Falla, ma anche il balletto “La signorina Giulia” con coreografia di Birgit Cullberg le è rimasto nel cuore.
Geroldi ha anche danzato in teatri diversi dalla Scala, partecipando a tournée con il gruppo di Roberto Fascilla e lavorando in compagnie come quella di Carla Fracci. Dopo aver lasciato la carriera di ballerina, ha insegnato per oltre 30 anni, prima alla Scuola della Scala e poi in altre prestigiose istituzioni a Milano e Monza. Ha dedicato molto tempo a formare nuove generazioni di danzatori, cercando sempre di aggiornarsi e di trasmettere ai suoi allievi la danza come parte integrante della vita.
Attualmente, è ospite di Casa Verdi, dove ha avuto modo di approfondire la conoscenza di Giuseppe Verdi grazie alla musicoterapia con il M° Ferdinando Dani. La sua carriera e il suo insegnamento sono stati caratterizzati da passione, impegno e amore per l’arte.

Ingresso riservato agli studenti delle scuole

IL PROGETTO DO RE MILANO

Do Re Milano – Alla Scoperta del patrimonio culturale attraverso la Musica nasce con l’obiettivo di mitigare le situazioni di povertà educativa di bambini e bambine di età compresa tra i 6 e gli 11 anni provenienti da aree urbane periferiche e semiperiferiche di Milano caratterizzate da fragilità socioeconomica. 

La cultura e la musica rappresentano una risorsa centrale per contrastare la povertà educativa e ridurre le marginalità sociali, culturali ed economiche. 

Il progetto Do Re Milano crea percorsi di scoperta dei luoghi della cultura attraverso la musica, trasformandoli in spazi creativi. Grazie ad una partecipazione attiva, bambini e bambine scoprono le proprie passioni e coltivare creatività, immaginazione ed emozioni.

Alongside artistic, educational and social activities, Le Dimore del Quartetto offers “tailored” support designed to accompany ensembles in the network through the different phases of career development and consolidation. In a complex and highly competitive professional environment, this set of services responds to the need to complement musical talent with concrete tools for orientation, visibility and project development.

The promotion of ensembles takes place through a targeted and ongoing communication strategy, including presence on institutional channels, social media, specialized platforms and within collaborative projects. This promotional work helps increase artists’ visibility and expand their professional opportunities, facilitating encounters with new audiences, partners and programming contexts.

At the same time, Le Dimore del Quartetto provides personalized consultancy for the development of musical projects and grant applications, offering musicians professional support. This guidance fosters greater project autonomy and enables ensembles to structure their artistic path more effectively.

Le Dimore del Quartetto promotes initiatives that carry ensembles beyond a traditional performance setting, engaging schools, penitentiary institutions and contexts of social vulnerability. These projects stem from the belief that chamber music can be a powerful tool for inclusion, dialogue and cultural transformation, capable of reaching diverse audiences and stimulating new forms of listening and participation. At the same time, these represent an important opportunity for growth for the musicians, who are called upon to engage with non-specialist audiences, develop communication skills and rethink their social and artistic role.

In the educational field, Le Dimore del Quartetto has developed projects such as ABITO – Bringing culture into schools for conscious citizenship, Do Re Milano – Discovering cultural heritage through music, and Fortissimo – Emotions between music and words, in collaboration with cultural institutions, foundations and educational partners, which aim to bring new generations closer to musical and cultural heritage through direct and participatory experiences.

In penitentiary contexts, initiatives such as Musica e Parole, carried out at the Casa di Reclusione di Opera (Milan), use the fusion between music and words as a space for listening, reflection and sharing, enhancing personal expression and human exchange.

Alongside these interventions, projects in informal contexts such as Backstage Conversations foster encounters between musicians and artists from different musical worlds, helping to break down barriers, overcome prejudice and build bridges between seemingly distant languages.

The sound created by an ensemble is the result of an encounter between talent, vision and high-quality instruments. For a young quartet or trio, access to excellent instruments can represent a decisive step in the development of their musical identity and career.

In this context, The String Circle was conceptualised and promoted by Le Dimore del Quartetto in collaboration with the Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari, Fondazione Cologni and the Michelangelo Foundation. The project connects the excellence of the luthiers’ craft with the new generation of chamber music ensembles. Through an international network of luthiers and bow makers selected from among the finest European workshops, the project fosters encounters between young musicians and high-quality instruments, while at the same time enhancing contemporary artisanal knowledge.

Participating luthiers offer instruments on free loan, specialized maintenance services and the possibility of later purchase under preferential conditions at the end of the loan period. Workshops are geolocated on an interactive map that transforms the network into a truly global collection, accessible to all musicians of the Le Dimore del Quartetto network.

Alongside this network, Le Dimore del Quartetto collaborates with some of the most prestigious Italian private collections – including the Fondazione Antonio Carlo Monzino, the Adriana Verchiani Farulli Collection, the Cosimo Bisiach Family Collection and the Domenica and Giulia Regazzoni Collection – which provide historic instruments of extraordinary value.

One of Le Dimore del Quartetto’s main missions is its commitment to advanced training, understood as a fundamental tool for accompanying the artistic and professional growth of chamber music ensembles. This commitment is ensured through the offer of free, top-level courses, the facilitated access to training through the organization of residencies, and the possibility of benefiting from preferential conditions when participating in masterclasses and advanced study programmes.
Thanks to a consolidated network of partnerships with international festivals and academies, Le Dimore del Quartetto promotes more accessable training by offering reduced fees for participation in high-level masterclasses and courses and, in some cases, exemption from registration fees, as is the case with the summer seminars of the Accademia Chigiana in Siena.
Moreover, Le Dimore del Quartetto organizes its annual Espresso Masterclass, an intensive training experience with internationally renowned teachers, hosted in the network’s historic residences.
This intention is also persued through MUSA – European Young MUsicians Soft Skills Alliance, a European project dedicated to young string quartets and focused on the development of all essential entrepreneurial and professional skills necessary for a musical career. All educational content has been made available to the network through a Handbook and Lecture Notes.

Taken together, these initiatives are a testament to the Le Dimore’s commitment in promoting the professional development of ensembles through a solid and accessible educational approach.

Our network, selected by concert societies and international festivals, enables allows musicians to perform in highly prestigious contexts, reaching new audiences and building a solid artistic reputation.

We organize and support projects that foster the touring of musicians, creating concrete engagement opportunities. Our Artistic Direction evaluates requests from concert organizations, institutions, foundations and festivals, selecting the most suitable ensembles through a bespoke process. This allows musicians to access professionally paid opportunities and to be included in high-calibre programmes.

Artistic residencies are the foundation of our circular economy. Every year, hundreds of musicians find a place for focus, study, research and encounter, in our residences, immersed in settings that inspire and regenerate musical work. When an ensemble has an engagement far from home (a competition, a masterclass, a recording project or a tour), they may request free hospitality at a residence within the network for up to one week. Requests must be submitted at least two months in advance, in order to allow for a careful selection and one most suitable to the context. In exchange for their hospitality, the musicians offer the owners a concert, which may be either private or open to the local community. This gesture rekindles the long-standing relationships between historic residences and music, transforming hospitality into a cultural dialogue.

For musicians, a residency represents logistical and economic relief, but also the fundemental gift of:

• quiet spaces that foster concentration on new repertoires,
• historic halls that become ideal environments for recording,
• gardens and landscapes capable of inspiring new reflections and interpretations,
• opportunities to meet composers, patrons and art lovers.

For owners, the arrival of musicians is a moment of vitality and openness: music fills the rooms, the residence becomes a temporary cultural hub, and the local community discovers new opportunities for encounter.

Through this form of exchange, neither party is a “beneficiary”: both give and receive. Musicians find a home; residences rediscover a voice.

Accanto alle attività artistiche, formative e sociali, Le Dimore del Quartetto offre un supporto “sartoriale” pensato per accompagnare gli ensemble della rete nelle diverse fasi di avvio e consolidamento della carriera. In un contesto professionale complesso e altamente competitivo, questo insieme di servizi risponde alla necessità di affiancare al talento musicale strumenti concreti di orientamento, visibilità e progettazione.

La valorizzazione degli ensemble avviene attraverso una strategia di comunicazione mirata e continuativa, che include la presenza sui canali istituzionali, sui social media, su piattaforme specializzate e all’interno di progetti collaborativi. Questo lavoro di promozione contribuisce ad aumentare la visibilità degli artisti e ad ampliare le loro opportunità professionali, facilitando l’incontro con nuovi pubblici, partner e contesti di programmazione.

Parallelamente, Le Dimore del Quartetto mette a disposizione consulenze personalizzate per lo sviluppo di progetti musicali e la scrittura di bandi, offrendo ai musicisti un supporto professionale. Questo accompagnamento favorisce una maggiore autonomia progettuale e consente agli ensemble di strutturare in modo più efficace il proprio percorso artistico.

Le Dimore del Quartetto promuove iniziative che portano gli ensemble della rete al di fuori dei contesti tradizionali di esecuzione, coinvolgendo scuole, istituti penitenziari e contesti di fragilità sociale. Questi progetti nascono dalla convinzione che la musica da camera possa essere uno strumento potente di inclusione, dialogo e trasformazione culturale, capace di avvicinare pubblici diversi e di stimolare nuove forme di ascolto e partecipazione. Allo stesso tempo, rappresentano un’importante occasione di crescita per i musicisti, chiamati a confrontarsi con pubblici non specialistici, a sviluppare competenze comunicative e a ripensare il proprio ruolo sociale e artistico.

In ambito scolastico, Le Dimore del Quartetto realizza progetti come ABITO – La cultura a scuola per una cittadinanza consapevole, Do Re Milano – Alla scoperta del patrimonio culturale attraverso la musica Fortissimo – Emozioni tra musica e parole, in collaborazione con istituzioni culturali, fondazioni e partner educativi, con l’obiettivo di avvicinare le nuove generazioni al patrimonio musicale e culturale attraverso esperienze dirette e partecipate.

In contesti penitenziari, iniziative come Musica e Parole, realizzata presso la Casa di Reclusione di Opera (Milano), utilizzano il dialogo tra musica e parola come spazio di ascolto, riflessione e condivisione, valorizzando l’espressione personale e il confronto umano.

Accanto a questi interventi, progetti in contesti informali come Backstage Conversations favoriscono l’incontro tra musicisti e artisti provenienti da mondi musicali differenti, contribuendo ad abbattere barriere, superare pregiudizi e costruire ponti tra linguaggi apparentemente distanti.

Il suono di un ensemble è il risultato dell’incontro tra talento, visione e strumenti di qualità. Per un giovane quartetto o trio, accedere a strumenti eccellenti può rappresentare un passaggio decisivo nello sviluppo della propria identità musicale e della carriera.

In questa prospettiva si inserisce The String Circle, progetto ideato da Le Dimore del Quartetto e promosso in collaborazione con la Fondazione Museo del Violino Antonio Stradivari, che mette in relazione l’eccellenza dell’arte liutaria con la nuova generazione di ensemble di musica da camera. Attraverso una rete internazionale di liutai e archettai selezionati tra le migliori botteghe europee, il progetto favorisce l’incontro tra giovani musicisti e strumenti di alta qualità, valorizzando al contempo il sapere artigianale contemporaneo.

I liutai che aderiscono al progetto offrono strumenti in comodato d’uso gratuito, servizi di manutenzione specializzata e la possibilità di acquisto a condizioni agevolate al termine del periodo di utilizzo. Le botteghe sono geolocalizzate in una mappa interattiva che trasforma la rete in una vera e propria collezione diffusa, accessibile ai musicisti della rete de Le Dimore del Quartetto. Il progetto è realizzato in collaborazione con il Museo del Violino A. Stradivari, la Fondazione Cologni e la Michelangelo Foundation.

Accanto a questa rete, Le Dimore del Quartetto collabora con alcune delle più prestigiose collezioni private italiane, che mettono a disposizione strumenti storici di straordinario valore, tra cui la Fondazione Antonio Carlo Monzino, la Collezione Adriana Verchiani Farulli, la Collezione della Famiglia Cosimo Bisiach e la Collezione Domenica e Giulia Regazzoni. Per un giovane musicista.

Una delle principali direttrici d’azione de Le Dimore del Quartetto è l’impegno nell’ambito dell’alta formazione, intesa come strumento fondamentale per accompagnare la crescita artistica e professionale degli ensemble di musica da camera. Questo impegno si concretizza nell’offerta di corsi gratuiti di alto livello, nell’agevolazione dell’accesso alla formazione attraverso l’organizzazione di residenze e nella possibilità di usufruire di condizioni agevolate per la partecipazione a masterclass e percorsi di perfezionamento.

Grazie a una rete consolidata di partenariati con festival e accademie internazionali, Le Dimore del Quartetto favorisce un accesso più equo alla formazione, offrendo condizioni agevolate per la partecipazione a masterclass e corsi di alto livello e, in alcuni casi, l’esenzione dalle tasse di iscrizione, come per i seminari estivi dell’Accademia Chigiana di Siena.

Parallelamente Le Dimore del Quartetto organizza annualmente Espresso Masterclass, una full immersion formativa con Maestri di rilievo internazionale ospitata nelle dimore storiche della rete.
In questa prospettiva si inserisce anche MUSA – European Young MUsicians Soft Skills Alliance, progetto europeo dedicato ai giovani quartetti d’archi e orientato allo sviluppo di competenze imprenditoriali e professionali essenziali per la carriera musicale, i cui contenuti formativi sono stati resi disponibili alla rete attraverso un Handbook e Lecture Notes.

Nel loro insieme, queste iniziative testimoniano l’impegno de Le Dimore del Quartetto nel promuovere lo sviluppo professionale degli ensemble attraverso un approccio formativo solido e accessibile.

Dalla selezione nelle società per concerti  e festival internazionali, la nostra rete permette ai musicisti di essere ascoltati in contesti prestigiosi, raggiungendo nuovi pubblici e costruendo una reputazione artistica solida.
Organizziamo e sosteniamo progetti che favoriscono la circuitazione dei musicisti, creando occasioni di ingaggio.

La nostra Direzione Artistica valuta richieste da enti concertistici, istituzioni, fondazioni e festival, selezionando gli ensemble più adatti con un processo sartoriale.

Ciò permette ai musicisti di accedere a opportunità con cachet professionali, inserendosi in programmazioni di alto profilo.

Le residenze artistiche sono il fondamento della nostra economia circolare. Ogni anno, centinaia di musicisti trovano nelle nostre dimore un luogo di concentrazione, studio, ricerca e incontro, immersi in contesti che ispirano e rigenerano il lavoro musicale.
Quando un ensemble ha un impegno lontano da casa (un concorso, una masterclass, un progetto di registrazione o una tournée) può richiedere l’ospitalità gratuita in una dimora della rete per un massimo di una settimana. La richiesta deve arrivare con almeno due mesi di anticipo, così da permettere una selezione accurata del contesto più adatto.
In cambio dell’ospitalità, i musicisti offrono un concerto ai proprietari, che può essere privato oppure aperto alla comunità locale. È un gesto che ricuce rapporti antichi tra dimore storiche e musica, trasformando l’ospitalità in un dialogo culturale.

Per i musicisti, la residenza è un sollievo logistico ed economico, ma anche un’offerta creativa:

  • spazi silenziosi che favoriscono la concentrazione su nuovi repertori,
  • sale storiche che diventano ambienti perfetti per registrare,
  • giardini e paesaggi capaci di ispirare nuove riflessioni e interpretazioni,
  • la possibilità di incontrare compositori, mecenati, appassionati d’arte.

Per i proprietari, l’arrivo dei musicisti è un momento di vita e apertura: la musica riempie le stanze, la dimora diventa un piccolo centro culturale temporaneo, la comunità locale trova nuove occasioni di incontro.
In questa forma di scambio, nessuna delle due parti è “beneficiaria”: entrambe danno e ricevono. I musicisti trovano una casa, le dimore ritrovano una voce.

Owners of historic residences or cultural spaces can expand their opportunities by making their venues available for events organized by companies, private clients, or institutions, finding in our network a partner to develop tailored proposals. Le Dimore del Quartetto can involve residences in designing activities for private clients and, at the same time, be contacted for organizing concerts, musical performances, or team-building activities specifically designed for guests and clients.

Thanks to a decade of experience in cultural programming at regional, national, and European levels, Le Dimore del Quartetto supports residences in developing structured, sustainable projects that are coherent with their identity. Our internationally active network, engaged in coordinating regional and European initiatives, offers dedicated consultancy that accompanies each residence from the conception of an idea to its implementation. Through a structured dialogue, we guide the residence along its path of cultural growth, fostering connections, synergies, and development opportunities.

As an accredited Third Sector organization registered with RUNTS, Le Dimore del Quartetto can also act as an ideal partner for the submission and development of projects within the territory, providing expertise, experience, and a solid organizational framework.

The mission of Le Dimore del Quartetto is based on accessibility to beauty, heritage, and classical music through the development of educational and inclusive projects for communities. Residences that wish to participate can open their spaces to initiatives designed for schools, associations, and local groups, actively contributing to the cultural and social growth of their territory. Hosting these projects strengthens the residence’s role as an open, welcoming, and responsible place, where music becomes a tool for connection, participation, and sharing. Community engagement consolidates the bond with the local area and allows the residence to broaden its impact, transforming it into a space capable of generating educational and social value beyond the artistic experience.

Joining the Le Dimore del Quartetto network means becoming part of an active and collaborative international community, bringing together over three hundred entities dedicated to promoting cultural heritage through music. The network fosters networking opportunities and workshops for owners and managers, encouraging dialogue, experience sharing, and the development of new skills. Through its projects, Le Dimore del Quartetto connects residences with local organizations, other homes that share the same mission, as well as concert institutions, festivals, and local stakeholders. Participation in festivals, cultural events, and showcases helps enhance the visibility of each residence, create new connections, and strengthen its positioning as a culturally significant space. In this way, networking becomes a tangible support for the cultural development of the residence, which does not operate in isolation but within an ecosystem that offers vision, continuity, and new opportunities.

Le Dimore del Quartetto enhances the cultural and territorial identity of historic residences through projects that intertwine music, place, and memory. We tell the stories and make visible to the public the tangible and intangible heritage that defines them—from cultural activities to artisanal, agricultural, and historical knowledge—alongside the experiences and communities that bring them to life. This mission is pursued both through cultural programming and through dedicated communication via the website, newsletters, and social media channels.

Residencies represent one of the most significant opportunities for the members of our network. They consist of short periods, lasting up to six nights, during which the residence hosts an ensemble, providing accommodation and an environment conducive to study. This model naturally suits the unique character of the site, allowing it to be experienced in an active, meaningful, and deeply respectful way: rooms, salons, and dedicated spaces become areas for artistic research and preparation. In return for their hospitality, music is offered as a gesture of gratitude, as the musicians perform a return concert or an open rehearsal, which can be reserved for a small invited audience or open to the public. The performance, always free for attendees, becomes a moment of encounter, sharing, and recognition, capable of enhancing the residence and strengthening its cultural role within the territory.

Through these residencies, the venue becomes part of an international cultural network, activates its spaces, and concretely supports the development of young professional musicians.

I proprietari di dimore storiche o spazi culturali possono ampliare le proprie opportunità mettendo a disposizione i loro spazi per eventi di aziende, privati o istituzioni, trovando nella nostra rete un interlocutore con cui sviluppare proposte su misura. Le Dimore del Quartetto può coinvolgere le dimore nella progettazione di attività dedicate a clienti privati e, allo stesso tempo, essere contattata per l’organizzazione di concerti e interventi musicali o attività di team-building  pensati per ospiti e committenze specifiche.

Grazie a un’esperienza decennale nella progettazione culturale a livello regionale, nazionale ed europeo, Le Dimore del Quartetto affianca le dimore nello sviluppo di progetti strutturati, sostenibili e coerenti con la loro identità. La nostra rete, attiva a livello internazionale e impegnata nel coordinamento di progetti regionali ed europei, offre consulenze dedicate che accompagnano la dimora dalla definizione dell’idea alla sua realizzazione. Attraverso un dialogo strutturato, affianchiamo la dimora nel percorso di crescita culturale, favorendo connessioni, sinergie e opportunità di sviluppo.
In qualità di ente del Terzo Settore accreditato e iscritto al RUNTS, Le Dimore del Quartetto può inoltre assumere il ruolo di partner ideale per la presentazione e lo sviluppo di progetti nel territorio, mettendo a disposizione competenze, esperienza e una solida struttura organizzativa.

La missione de Le Dimore del Quartetto si fonda su l’accessibilità alla bellezza, al patrimonio e alla musica classica, attraverso lo sviluppo di progetti educativi e inclusivi rivolti alle comunità. Le dimore che lo desiderano possono aprire i propri spazi a iniziative pensate per scuole, associazioni e gruppi locali, contribuendo attivamente alla crescita culturale e sociale del territorio. Accogliere questi progetti significa rafforzare il ruolo della dimora come luogo aperto, accogliente e responsabile, in cui la musica diventa strumento di incontro, partecipazione e condivisione. Il coinvolgimento delle comunità consolida il legame con il territorio e permette alla dimora di ampliare il proprio impatto, trasformandosi in uno spazio capace di generare valore educativo e sociale oltre l’esperienza artistica.

Entrare nella rete de Le Dimore del Quartetto significa far parte di un contesto internazionale attivo e collaborativo, che riunisce oltre trecento realtà impegnate nella valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la musica. La rete promuove momenti di networking e workshop dedicati ai proprietari e ai gestori, favorendo il confronto, la condivisione di esperienze e lo sviluppo di nuove competenze. Attraverso i suoi progetti, Le Dimore del Quartetto mette in relazione le dimore con realtà del territorio, con altre dimore che condividono la stessa missione e con enti concertistici, festival e stakeholder locali. La partecipazione a rassegne, festival ed eventi culturali contribuisce a rafforzare la visibilità della dimora, a creare nuove connessioni e a consolidarne il posizionamento come spazio culturalmente rilevante. Il networking diventa così un sostegno concreto allo sviluppo culturale della dimora, che non opera in modo isolato ma all’interno di un ecosistema capace di offrire visione, continuità e nuove opportunità.

Le Dimore del Quartetto valorizza l’identità culturale e territoriale delle dimore storiche attraverso progetti che intrecciano musica, territorio e memoria. Raccontiamo e rendiamo visibili al pubblico il patrimonio materiale e immateriale che le caratterizza – dalle attività culturali ai saperi artigianali, agricoli e storici – insieme alle esperienze e alle realtà che le animano. Questa missione si sviluppa sia attraverso la progettazione culturale sia attraverso una comunicazione dedicata, sul sito, le newsletter e i canali social.

Le residenze rappresentano una delle opportunità più significative per le realtà che entrano nella rete. Sono periodi brevi, della durata massima di sei notti, durante le quali la Dimora accoglie un ensemble offrendo ospitalità e un ambiente adatto allo studio. Questa formula dialoga naturalmente con le caratteristiche del luogo, che viene vissuto in modo attivo, qualificato e profondamente rispettoso della sua identità: stanze, saloni e ambienti dedicati diventano spazi di ricerca e preparazione artistica. In cambio dell’ospitalità, i musicisti ringraziano con la musica, regalando un concerto di restituzione, una prova aperta che può essere riservato a un piccolo gruppo di invitati oppure aperto al pubblico. Il concerto, sempre gratuito per chi partecipa, diventa un momento di incontro, condivisione e riconoscimento, capace di valorizzare la Dimora e rafforzarne il ruolo culturale nel territorio.
Attraverso le residenze, la Dimora entra in un circuito culturale internazionale, attiva i propri spazi e sostiene concretamente la crescita di giovani professionisti della musica.